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[GUIDA] Come conservare il filamento di stampa 3D

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Come conservare il filamento agisce anche sulla qualità della nostra produzione. Alcune volte la stampante sembra proprio non collaborare, e le stampe falliscono spesso. In questi casi ci chiediamo il modivo, “ma come è possibile?” , “ fino a ieri stampava benissimo!” .
Avete preso in considerazione che i fallimenti delle vostre stampe 3D, invece dalle vostre impostazioni, capacità o stampanti 3D potrebbero essere causate solo dall’umidità infiltrata nel filamento utilizzato? Questo è un problema più diffuso di quanto non si creda. Con questo articolo cercheremo di trovare la soluzione alle 2 domande più comuni che sorgono una volta assodata l’esistenza di questo problema.

Come si deve conservo il filamento 3d? Se ho un filo che ha preso umidità posso recuperarlo o l’unico suo futuro possibile è nella pattumiera?

Abbiamo diverse soluzioni, e se leggerai questo articolo fino alla fine ne uscirai, se non più ricco, almeno più consapevole.

Se tieni le bobine pla semplicemente in giro, vicino alla stampante, senza un metodo di conservazione prima o dopo riscontrerai problemi durante la stampa, a causa del nemico nascosto: l’umidità.
Il filo 3d per sua natura ha composizione chimica tale per cui attrae le molecole d’acqua presenti nell’aria circostante, questa peculiarità è chiamata “igroscopia”.

Come abbiamo già spiegato brevemente in questo articolo, i nylon si saturano di acqua in una sola giornata. La situazione è ancora peggiore con i filamenti in bobine stampanti 3d speciali, come il PVA, che viene utilizzato per creare strutture di supporto che si dissolvono facilmente in acqua, proprio grazie all’igroscopia. Il PVA per esempio è estremamente igroscopico e deve essere conservato in una scatola sigillata altrimenti nel giro di pichissimo tempo attirerà così tanta acqua da renderlo instampabile. Ma non solo i nylon o la PVA, tutti i filamenti, quale più quale meno, attirano l’umidità, ivi compresi PLA e ABS.
L’unico filamento non igroscopico è il filamento PET, infatti è particolarmente indicato per  stampe che abbiano un applicazione a contatto con ed in acqua.

I problemi più comuni che possono manifestarsi quando un filamento è entrato a contatto con l’umidità sono:  accentuata fragilità, bolle e scoppiettii durante la stampa (che causano under/over extrusion), aumento del diametro e degrado delle proprietà del filamento stesso.

Il livello di gravità di questi problemi dipende fortemente dal tipo di filamento. Ad esempio, come dicevamo prima, la bobina stampante 3d PET non è affatto influenzato dall’umidità dell’aria ambiente, mentre il nylon si satura abbastanza rapidamente e può causare problemi di stampa, se non viene conservato correttamente.

Ma ora rispondiamo alle domande:  Come conservare il filamento in bobina per stampante 3d?

Se sei consapevole che non userai la stampante, o una determinata bobina stampa 3d per un certo periodo allora è il caso di pensare seriamente alla sua conservazione.
La prima soluzione che offriamo è molto semplice, ma efficace e molto economica.
Sacchetti a vuoto per indumenti!  Sono particolari sacchetti per la conservazione di abbigliamento e coperte invernali, dotati di valvola di non ritorno. Questi sacchetti consentono l’aspirazione dell’aria con un qualsiasi aspirapolvere. Normalmente forniscono protezione contro acqua, odori, muffa, polvere e parassiti.
Questi sacchetti  costano circa 20 EUR per 10 sacchetti. Ne esistono di diverse dimensioni  ed in questo la scelta è vostra in base a quante bobine pensate di dover stockare, comunque per una maggiore comodità vi consigliamo  sacchetti di misura  50 x 60 cm .
Queste normalmente sono trasparenti, in questo  modo potete facilmente riconoscere i filamenti immagazzinati, anche  se ne avete messi molti insieme.

Se l’idea di chiudere in un armadio le tue bobine e non averle immediatamente a disposizione non ti convince ma vuoi comunque conservare il filamento in un luogo privo di umidità.

Allora la seconda opzione fa al caso tuo! Anche in questo caso chiediamo aiuto all’ambito casalingo e della conservazione di abiti e scarpe.
Questa volta parliamo di scatole ermetiche in plastica, facilmente reperibili tramite internet, ma anche al Brico sotto casa.

Conservare il filamentoLa chiusura ermetica protegge le bobine dall’umidità esterna, però nulla può contro quella già contenuta all’interno. In questo caso si consiglia di fare rifornimento di bustine di gel di silice, anche questo facilmente trovabile su internet, come nei Brico.
Aggiungere qualche sacchetto di gel di silice all’interno della scatola è fondamentale per eliminare l’umidità residua. E’ consigliato anche all’interno del sacchetto a vuoto per avere la certezza assoluta della rimozione totale dell’umidità, per conservare per molto tempo.

Per i più pignoli è disponibile in commercio anche un gel di silice, altamente poroso e sintetico, che utilizza un indicatore di colore ecologico, in modo che quando le perle assorbono l’umidità, cambiano il loro colore da giallo/arancio a verde o blu.  Le perle normalmente diventano blu solo se sono state bagnate in acqua, cioè proprio immerse. Ci sono moltissimi tipo di gel di silice in commercio, l’unico consiglio che ci sentiamo di dare è di non acquistare un tipo molto economico che da blu diventa rosa. Questo gel infatti contiene cloruro di cobalto, un prodotto che è stato tolto dal mercato in alcuni paesi poiché è ritenuto cancerogeno.

Conservare il filamento: Metodo casalingo

Se non volete correre il rischio di mettervi a contatto con sostanze ignote e di non chiara provenienza, e volete costruirvi il vostro cattura umidità personale potete farlo con oggetti che avete in casa.

Conservare il filamentoVi basta riempire a piacere un vecchio calzino con del riso, chiudere con uno spago e il gioco è fatto. Sicuramente non sarà performante come il gel di silice ma comunque assorbirà l’umidità all’interno della scatola proteggendo i vostri filamenti.
Il riso è economico e prontamente disponibile e presenta proprietà igroscopiche.
Non possiamo utilizzarlo come essiccante, ma è abbastanza igroscopico per assorbire l’umidità al posto della plastica.

Quando il Gel di silice, o il riso, hanno assorbito l’umidità che era in loro potere assorbire possono essere rigenerati tramite un passaggio in forno per 3 ore a 120 gradi. Come per essiccare funghi o peperoncini piccanti durante l’essiccazione la porta del forno va tenuta leggermente aperta (qualche millimetro), per la propria sanità mentale si consiglia di effettuare quest’operazione in inverno, quando il tepore del forno da un certo piacere.

Se abbiamo acquistato il gel di silice che cambia colore con l’assorbimento dell’umidità potremo essere sicuri della buona riuscita del trattamento notando che le palline ritornano al loro colore originale.

Ma se il danno è già stato fatto e le nostre bobine sono già entrate in contatto con l’umidità? Possiamo salvarle?

Non disperate! Nulla è perduto. Potete ancora fare qualcosa anche se non avete prestato attenzione a conservare il filamento a dovere.
Il vostro filamento può essere salvato, e come al solito vi forniremo più di una soluzione! Potrete rivolgervi alle bobine per asciugatura.

Conservare il filamentoLa prima e “più professionale” soluzione consta nell’acquisto, ad un prezzo abbordabile di un essiccatore domestico per frutta e verdura. Questo accessorio si può acquistare nei più famosi mercati elettronici a meno di 40€, così come in quasi tutti i supermercati.
Se acquisterete un modello simile a quello esposto in foto vi basterà fabbricarvi un cilindro della dimensione adatta in plexiglass molto sottile (come nel nostro caso) o anche in cartone,  per un’altezza di circa 30 cm.
in questo modo potrete essiccare fino a 3 bobine.  Si imposta 55°/60° per 24 ore, e avrete la certezza di aver eliminato tutta l’umidità assorbita.

Se però siete tirchi, o non volete un altro accessorio per casa (pena il divorzio) ma comunque  volete deumidificare le vostre bobine non preoccupatevi! Potete adoperare il forno di casa, esattamente come era stato fatto per eliminare l’umidità dal gel di silice o dal riso.

Conservare il filamento: Metodo casalingo

Questa volta i parametri cambiano un pochino però le temperature dovranno essere di 55°/60° nel caso vogliate essiccare il PLA e 70°/80° nel caso degli altri materiali. Anche le tempistiche cambieranno, infatti l’esposizione sarà di 6 ore come minimo, fino ad arrivare a 12 nei casi più disperati. Anche in questo caso va tenuta l’anta del forno leggermente aperta per permettere all’umidità di uscire.
Questo metodo è in generale più pericoloso per il filo stampante 3d, e necessita (soprattutto per il PLA) di un forno con un’elevata precisione di temperatura. Questo materiale infatti riscaldato a 70° inizia a sciogliersi e non ne caverete più nulla se diventerà una massa informe. Per sicurezza tenetevi più bassi di qualche grado, aumentando il tempo di esposizione 8 ore minimo.

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2 Comments

  1. Giulio

    5 Gennaio 2018 at 9:44

    Buongiorno, dove posso trovare il silicio amorfo?

    grazie

    Reply

    • italia3dprint

      7 Gennaio 2018 at 11:41

      Silicio amorfo è inteso tutto il silicio, privo di forma, ma è riferito a quello usato nei pannelli, l’avevo chiamato così erroneamente. Se vuoi le tipiche bustine per essiccare il filamento di cui parlo nell’articolo puoi fare riferimento al link del gel di silicio. Mi scuso per l’indicazione poco chiara!

      Reply

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