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Overheating – quando l’ugello è più caldo del dovuto

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Overheating – quando l’ugello è più caldo del dovuto

La problematica dell’overheating è piuttosto comune ma avendo un sintomo inequivocabile è piuttosto semplice risolverla istantaneamente.
Overheating, letteralmente si traduce surriscaldamento, ma questa probabilmente non è la parola adatta per descrivere il fenomeno. Quando pensiamo al surriscaldamento pensiamo a un’elettronica non adeguatamente raffreddata, un motore di una macchina con il radiatore rotto e tutta una serie di situazioni dove si scalda qualcosa che dovrebbe essere tenuto freddo.

over3-150x150 Overheating – quando l’ugello è più caldo del dovutoL’overheating dell’estrusore invece è semplicemente dare più calore del necessario, quindi forse la definizione migliore potrebbe essere troppo calore oppure sindrome del gelato.
L’identificazione del problema è proprio il vedere la parte superore delle nostre stampe prendere la stessa forma del gelato.

La plastica uscendo dall’estrusore può, in base alla composizione essere estrusa da 190 a 240 gradi. La plastica è ancora calda, è flessibile e può subire facilmente deformazioni. Ma quando si raffredda, diventa rapidamente solida.
Il lavoro dello stampatore è proprio quello di trovare un buon compromesso tra la temperatura di estrusione (far emettere un bel filamento morbido) ma non troppo caldo che quindi si solidifichi quasi subito.

Di per se il troppo calore dell’estrusore si verifica per 2 cause, una prettamente dipendente dall’errore umano: si imposta una temperatura troppo elevata. Il tipico caso è lo stampare PLA pensando che sia ABS quindi sbagliando completamente impostazioni.
Oppure a volte siamo portati ad alzare la temperatura perché il filamento ci sembra troppo solido, ma a questo c’è rimedio, ci torneremo dopo.

over2-150x150 Overheating – quando l’ugello è più caldo del dovutoSonda di lettura

La seconda causa è l’errore di lettura della sonda di temperatura. Le sonde non sono infallibili e andrebbero sostituite periodicamente. Dopo un intenso uso potrebbero leggere meno gradi degli effettivi o, più di frequente balzare da una temperatura all’altra con un gap anche di 50° in pochi secondi. Questo spinge l’elettronica a scaldare più del necessario.

Verificato di non avere problemi alle sonde di temperatura e al ripresentarsi di questo problema sicuramente stiamo usando più calore del necessario, quindi sarà sufficiente diminuire di 5/10 gradi, fino a che la macchina estruderà bene in filamento, queste modifiche si possono anche fare in corsa.

Ventilazione

Vi è la possibilità, peraltro molto usata, di attrezzare la stampante di una ventola che soffi direttamente sulla plastica appena estrusa, per garantire un raffreddamento istantaneo.
La maggior parte delle stampanti vendute in Kit hanno la possibilità di aggiungere una ventola, e collegarla all’apposito attacco: “fan” sull’elettronica, il firmware è già impostato per comandare una ventola da “piatto” e tutto sommato l’installazione sarà piuttosto semplice.
L’unica cosa da fare sarà andare in uno dei magazzini virtuali o dei marketplace e prendere il progetto del supporto che più ci piace o che ci sembra funzioni meglio.
Normalmente ogni stampante ha molte possibilità, per l’uso di ventole classiche o radiali.
Verificate sempre 2 o 3 siti per vedere le offerte proposte!

overheating Overheating – quando l’ugello è più caldo del dovuto

Nel caso però stessimo stampando un materiale non raffreddabile forzatamente, tipo l’ABS, allora la possibilità di usare la ventola sarà preclusa.

In questo caso si dovrà provvedere ad abbassare la velocità di stampa per dare tempo agli strati di solidificarsi per bene prima di depositarne un altro.
Con alcuni software delle stampanti è possibile diminuire la velocità durante la stampa. Con altri si può impostare il tempo minimo per la stampa di un layer.  Se ad esempio verrà stampato in meno di 20 secondi, comunque l’ugello aspetterà quel lasso di tempo, dando modo alla plastica di raffreddarsi

Consiglio

C’è anche un metodo molto semplice per allungare i tempi di stampa senza diminuire la velocità o fermare per un po’ di tempo l’ugello. Come già detto trattando altri articoli i tempi morti sono la patria dello stringatura. Questo metodo consiste, se è possibile come dimensioni di stampare due o tre oggetti contemporaneamente.
Il movimento e il tempo impiegato per stampare il secondo e il terzo oggetto serviranno per permettere all’ultimo layer del primo oggetto di raffreddarsi per bene.

Se seguirete questa guida vedrete i gelati solo in gelateria e non più sulla punta delle vostre stampe!

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