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Recensione Sparkmaker – La più economica DLP!

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Ben trovati su Italia 3D Print, oggi con una nuova macchina per le mani: Sparkmaker! Una stampante supereconomica, DLP a resina. Vale la spesa?Come stampa? E’ facile da usare? Scopritelo leggendo la recensione!

sparkmaker

Introduzione

La stampante Sparkmaker (Guardala da vicino) nasce da un progetto Kickstarter lanciato all’inizio del 2017, e si prefigge lo scopo di minimizzare i costi. Così da offrire sul mercato una stampante a resina a meno di 300€. Ovviamente il prezzo è la sua dote migliore. Visto che questo blog è dedicato a neofiti e hobbisti, magari senza budget da capogiro abbiamo deciso di provarla, per vedere se effettivamente funziona e se può essere interessante per chi ha una certa curiosità verso la resina e non si sente di investire grosse some.

Come funziona la stampante a resina?

Breve introduzione per chi è a a digiuno di tecnologie di stampa, se sai già tutto salta questo capitolo!
Fino ad oggi, se si parla di stampa 3D homemade ci si riferisce a stampanti FDM (Modellazione tramite fusione e deposito), le tipiche stampanti 3D a cui siamo abituati. Si usano filamenti di plastica avvolti su rotoli. Piano piano il materiale viene risucchiato, sciolto e depositato nell’area di stampa. Questa tecnologia, molto semplice ha però dei grossi limiti, soprattutto di precisione con oggetti sulla scala dei millimetri.

Una stampante DLP utilizza la resina liquida fotosensibile come materia prima, che solidifica quando viene esposta ai raggi UV. Questo può provenire da un laser UV in movimento come nel caso della tecmologia SLA o, come nel caso di SparkMaker, da LED UV e da uno schermo LCD.
Quindi questo schermo solidifica uno strato alla volta e mentre la stampa si solidifica, viene sollevata dal serbatoio di resina. Questo metodo è molto apprezzato per la resa dei dettagli, elevatissima (anche 10 micron).

Fin che è esistita solo la stampa SLA questa è stata proibitiva per i neofiti o per i curiosi. Una delle stampanti SLA più diffuse è la Formlabs Form 2, che viene venduta a più di 3000€. La tecnica DLP ha aperto il mercato della resina a tutti. Inizialmente con la Wanhao Duplicator 7, poi con la Anycubic Photon e infine con questa, ultima ed economicissima Sparkmaker.

Sparkmaker: caratteristiche

Un primo sguardo a Sparkmaker  già ci dice molto, innanzitutto è leggera e piccola. E’ una delle stampanti più piccole che potete trovare sul mercato questo è indubbio. La dimensione è dovuta dal fatto che c’è il minimo indispensabile. Non c’è uno schermo di controllo, tutti i comandi vendgono dati con l’unico pulsante (rotante) di cui è provvista.

Il peso ridotto invece è dovuto dai materiali. Per molte parti la plastica ha sostituito il metallo, per questioni di budget.

Sollevando il cappuccio arancione adibito a bloccare i raggi UV si scopre la vasca di accumulo resina, e lo schermo che proietta i raggi UV. L’area di stampa è: X= 9,8 Y= 5,5 Z= 12,5 cm. Piccola ma adatta agli oggetti piccoli e ricchi di dettagli che non si possono realizzare con la FDM.

Sparkmaker: Cosa c’è nella scatola?

Posso dire senza dubbio che il corredo di questa stampante è il più scarno che abbia mai visto, all’interno della confezione c’è:

  1. La stampante, con coperchio in plastica rossa.
  2. Cavo di alimentazione.

Questo sfortunatamente è meno del materiale necessario a stampare. Dovrai acquistare una serie di oggetti.

Indispensabile:

Consigliato:

Considera anche:

  • Un FEP di riserva – la pellicola che è fissata al serbatoio
  • Una lampada UV – per indurire le stampe

Sparkmaker: Installazione e configurazione

A differenza delle stampanti FDM, Sparkmaker ha solo un componente mobile e non richiede alcun assemblaggio, quindi è estremamente semplice da preparare alla stampa. Dopo aver collegato l’alimentazione, tutto ciò che si deve fare è versare della resina nel serbatoio e accertarsi che la piastra di costruzione sia livellata a dovere. Quindi bisogna smollare tutte le viti della piastra movibile e mandare in home l’asse z. Dopo averlo fatto, è sufficiente premere delicatamente la piastra contro l’LCD e stringere di nuovo le viti. Questo serve per firssare il bed in posizione. Una volta fatto si è pronti per stampare.

Poi c’è il software, che è la cosa se vogliamo più complicata. Sparkmaker ha un proprio programma di slicing proprietario che può essere scaricato gratuitamente sul sito Web del produttore. Si chiama Sparkstudio.

Sfortunatamente data l’incompatibilità di questo software con il mio PC (questione di driver e librerie) non ho potuto usarlo e quindi non posso dare un’opinione in merito. Al suo posto ho installato ChiTuBox. Altro slicer per stampanti a resina, semplice e veloce da configurare.

ChiTuBox slicer ha tra le stampanti preimpostate anche la Sparkmaker, quindi è stata una configurazione da 1 click.

L’interfaccia utente integrata di Sparkmaker è inesistente e non comprende nient’altro che una singola manopola, come abbiamo già detto prima. Non ha uno schermo con cui interagire, per cui alla macchina mancano una serie di utili funzioni, ad esempio:

  1. la possibilità di mettere la stampa in pausa,
  2. non si può regolare le impostazioni della macchina senza collegarsi a un computer,
  3. la possibilità di selezionare specifici file sulla scheda SD per la stampa. Questo è particolarmente fastidioso, poiché si è costretti a rimuovere i vecchi file o rinominarli. Sparkmaker riconosce solo i file chiamati “Print.wow”.

Sparkmaker: Prestazioni di stampa

Nel complesso la mia brevissima esperienza con Sparkmaker  è stata elettrizante. Certamente non mi aspettavo una stampante al livello di Formlabs Form 2 (costa 15 volte meno). Mi aspettavo una versione economica della Wanhao D7, e così è stato. Più economica a livello dei materiali, che difficilmente dureranno altrettanto, ma dalla qualità di stampa molto simile. Non ho ancora fatto abbastanza prove per dire identica.
Per le prove ho voluto usare la resina Anycubic, perchè la conoscevo e secondaiamente perchè è una delle alternative più economiche del mercato. (potete vederla qui: Resina Anycubic)

Ammetto che mi sono fatto consigliare sul gruppo facebook americano quali fossero le impostazioni migliori per stampante e resina. E ho dovuto modificare 2 parametri, i due tempi di illuminazione:

  1. Tempo di esposizione: 18 sec.
  2. Tempo di esposizione della base: 120 sec.

Dopo questo cambiamento ho lanciato la stampa ed alla fine mi sono ritrovato con l’oggetto fatto!
Non mi aspettavo sicuramente un successo alla prima. E forse è anche per questo che sono così entusiasta. E la vedo con gli occhi dell’amore!

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Sparkmaker: Cosa non mi è piaciuto

Partiamo con i difetti, o meglio quello che non è piaciuto a me:

  1. la dotazione della versione base, che non contiene il materiale  sufficiente a stampare senza aggiungere qualcosa.
  2. l’ottone su cui scorre la barra trapezia è leggermente ballerino, ma stringerlo porta ad un bloccaggio dell’asse. Mi sarebbe piaciuta una spiegazione in merito. (Cosa che non ho ancora capito)
  3. un’interfaccia un poco più user friendly poteva non essere male, anche un piccolo schermetto.

Sparkmaker: Cosa mi è piaciuto

sparkmakerTra le cose che ho adorato di questa piccola DLP ci sono:

  1. Il movimento z, composto da vite trapezia + guida lineare. Nonostante avessi sentito alcune lamentele sul movimento Z devo dire che nel mio caso si comporta egregiamente.
  2. La copertura totalmente trasparente che permette di vedere l’evoluzione della stampa non ha prezzo!
  3. La vasca della resina removibile, anche se non è una novità è comunque cosa gradita
  4. Le dimensioni contenute, che le creano spazio veramente ovunque
  5. l’endstop ottico
  6. La stampante è molto discreta, non appariscente e silenziosissima.

Sparkmaker: si o no?

Attualmente sono convinto che le virtù di Sparkmaker superino i suoi difetti in tema di qualità di stampa. La qualità di stampa è solo una parte del tutto. L’affidabilità sul lungo periodo è altrettanto importante e non posso dire nulla a riguardo, ancora.

Molti utenti sul gruppo facebook dedicato lamentano problemi all’asse Z e un FEP non di primissima qualità che si rovina facilmente. Nella maggior parte dei casi si riscontra una percentuale non trascurabile di fallimenti.

Sono problemi risolvibili, ma che impegnano tempo ed energie. Quindi raccomando Sparkmaker solo a chi la affronta con mente aperta e non chiuso alla possibilità di dover effettuare qualche prova e qualche modifica, per arrivare ad avere un’ottima stampante.
Se non siete disposti a sperimentazioni forse non è la macchina che fa per voi, e a circa il doppio potreste acquistare una Anycubic Photon.

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L’opinione finale

Anche con tutti i suoi difetti  mi sono goduto questa stampante. È compatta, silenziosa ed è l’unica stampante che ho  testato a non nausearmi con la puzza (tremenda) della resina quando in funzione. È anche estremamente  economica e se trattata a dovere produce stampe che non hanno paura di confrontarsi con qualsiasi altra.

Detto questo, Sparkmaker è sicuramente una buona alternativa per chi non ha paura di sporcarsi le mani e a chi ama le sfide! L’aspetto forse più positivo è che questa stampantina ha una delle community più attive e in rete e su Facebook si trovano guide e upgrade di ogni genere e specie.

Dove comprare Sparkmaker

Se siete pronti all’avventura nel mondo della stampa a resina il posto migliore, per econimicità, garanzie e puntualità nelle consegne è certamente Banggood. Su questo sito potrete trovare Sparkmaker QUI, al momento in cui scrivo questa recensione, ad un incredibile prezzo di 212€. Strabiliante!

Controllate qui il prezzo: https://www.banggood.com/custlink/3DmGhU4OkE

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