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Gruppo di continuità per stampante 3D – Ecco quali

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Il gruppo di continuità, o UPS  è un dispositivo che si collega tra  tra la presa di corrente e i dispositivi alimentarti a corrente. Scopo ultimo è di non interrompere la fornitura di energia a questi dispositivi, tramite energia immagazzinata nelle proprie batterie.

L’importanza di un UPS si spiega facilmente con la possibilità di spegnere i dispositivi in maniera “soft” in caso di black out. Ma non è l’unica sua funzione. In molti casi il gruppo di continuità filtra anche l’energia elettrica della rete, fornendo al dispositivo energia costante, filtrando gli eventuali sbalzi di tensione. Questi sono 2 ottimi motivi per accoppiarlo alle nostre stampanti 3D.

Ma come funzione il gruppo di continuità?

Gruppo di continuità per stampante 3D

Il funzionamento, è di immagazzinare energia nelle proprie batterie fin che rimangono collegati alla rete, e il rilascio di questa nel momento in cui l’energia viene a mancare. La durata di

  • Convertitore Trasforma la corrente alternata in continua
  • Batterie: Accumulo di energia da liberare in caso di Black Out
  • Filtri EMI: annullano eventuali sbalzi e picchi di tensione, utilissimo per apparecchiature elettroniche (non presente in tutti i modelli)

I gruppi di continuità, in sostanza, immagazzinano energia nelle batterie finché rimangono connessi alla rete elettrica. Nel momento in cui questa viene a mancare, nell’arco di pochi millisecondi entrano in funzione le batterie, che permettono ai dispositivi connessi di rimanere in funzione per un tempo limitato, solitamente non superiore ai 10 minuti. Questo tempo normalmente è sufficiente a spegnere correttamente il dispositivo, o nel caso di mancata alimentazione per sovraccarico a spegnere ciò che ha causato il distacco e continuare normalmente la sessione.

Gruppo di continuità per stampante 3DCome scegliere il gruppo di continuità per la stampa 3D

Qui le cose si complicano un pochino. Per scegliere l’UPS adatto alle nostre esigenze dovremo considerare diversi fatori: Potenza, funzioni e prese a disposizione.

Potenza

Il calcolo della potenza è piuttosto semplice, in primis bisogna cercare di avere a mente il consumo delle apparecchiature che vogliamo collegare, facendone la somma.
L’unica difficoltà che incontriamo in questa fase è la diversa unità di misura, W (Watt) riportati in etichetta su tutti i dispositivi elettrici, mentre gli UPS esprimono la potenza in VA (Voltampere). L’equivalenza delle 2 unità di misura è in misura del 70%. Quindi i VoltAmpere ridotti al 70% sono pari ai Watt. Facciamo un esempio pratico:

Ho un dispositivo che voglio sotto gruppo di continuità che indica nel cartellino 500W. Su quale taglia dovrò puntare?

500W / 0,7 = 715 VA

Il gruppo necessario avrà una potenza minima di 715 VA. Ovviamente in questo caso per arrivare ad avere la tempistica dichiarata garantita si dovrà sempre optare per la misura maggiore. In questo caso quindi almeno un 800VA. Abbondare, al contrario di sottostimare, potrà solo che portare dei vantaggi. A parità di costi e funzioni scegliete sempre l’UPS più performante!

Funzioni

La funzione base di un Gruppo di continuità è continuare con l’erogazione di energia anche in caso di interruzione. Alcuni Gruppi però dispongono di filtri, che annullano eventuali sbalzi di tensione. Questa funzione è ottima per ogni apparecchiatura elettronica.

Esistono diverse interruzioni di corrente. Tra le più comuni troviamo l’innesco del salvavita o il superamento della massima potenza consentita, che origina un distacco. In questi casi semplicemente di verifica un troncamento dell’emissione di energia da parte del contatore. Il pericolo maggiore consiste nel fatto che disalimentare un dispositivo in piena potenza di lavoro potrebbe apportare danni ai propri circuiti.
Ben diversi sono i black out della rete elettrica, dovuti da fenomeni elettrici diversi, a questi nella maggioranza dei casi si accompagnano sbalzi di voltaggio potenzialmente fatali per tutto ciò che è collegato alla rete. In questi casi i filtri possono davvero salvarci! Nel caso quindi volessimo la protezione dei dispositivi cerchiamo nella descrizione la scritta “Line-interactive”.

Prese a disposizione

Il numero di prese che un gruppo di continuità deve avere è funzione degli apparati che vogliamo collegare, ne esistono con diverse soluzioni. In commercio vanno da 3 a 5 mediamente. Questa è una scelta funzionale allo scopo ultimo del gruppo. Se questo deve proteggere 1 sola cosa è inutile ricercare il massimo dei collegamenti. Va da se che a parità di prezzo è sempre preferibile una soluzione con più possibilità di collegamento.

L’avere più prese rende il gruppo di continuità più riciclabile nel caso voleste cambiarlo per qualche modivo, e magari riutilizzare per altre applicazioni quello che stavate utilizzando.

Gruppo di continuità per stampante 3DGruppo di continuità per la stampa 3D.

Come è semplice comprendere la stampa 3D non si distacca dalle regole generali fino ad ora esposte. Esistono sul mercato molti strumenti di ripristino stampa dopo interruzione di corrente elettrica. Alcuni implementati nella  stampante stessa, altri che si possono aggiungere a qualsiasi macchina, come ad esempio questo Resumer 3D by Eryone,che abbiamo recensito in questo articolo.

Perchè allora non limitarsi al resumer e abbandonare l’idea del gruppo di continuità? Semplicemente perchè l’uso del Resumer salva la stampa, ma non la stampante 3D. Moltissimi sono i casi in cui la scheda madre non si accende dopo un black out, o magari si accende ma presenta anomalie date dal malfunzionamento delle uscite. E’ facile che si brucino soltanto le uscite che erano interessate dal passaggio dell’energia in grande quantità. Ciò comunque rende la scheda ugualmente inutilizzabile e ci costringe a cambiarla. Quindi  dovremmo pensare ad un Gruppo con i filtri EMI.

Calcolare la potenza necessaria

Partiamo dal presupposto che la stampante consuma a pieno regime al massimo l’energia che l’alimentatore riesce a fornire. Nella maggior parte dei casi questa è indicata tra le caratteristiche elettriche. Esempio la Creality Ender 3 ha un alimentatore da 360W, quindi questo è il suo consumo massimo. Può capitare che il produttore non indichi la potenza dell’alimentatore in Watt ma in Ampere. Come trasformare quindi questo valore?

Basterà moltiplicare la potenza nominale in Ampere per il voltaggio utilizzato e ci appariranno i Watt.
Come esempio possiamo prendere sempre la nostra cara Ender 3. Alimentatore da 15A con una corrente a 24V = 15 x 24 = 360W.
Stesso discorso per ogni altro alimentatore. Non solo per le stampanti, questo metodo vale per qualsiasi altro dispositivo elettrico ed elettronico.

Quindi come già detto in precedenza per trovare i VoltAmpere necessari :

360W / 0,7 = 514 VA

Va da se che si deve aggiungere al calcolo ogni dispositivo che vogliamo proteggere (PC, Access point, modem, HDD esterni ecc)

Che Gruppo di continuità scegliere

Secondo quando detto fino ad ora quindi che gruppo di continuità dovremmo scegliere? Abbiamo un po’ di scelta.

Il più economico

Trust Oxxtron

  Gruppo da 1000 VA, sufficiente per ogni stampante in commercio. Questi UPS molto economici hanno un limite di erogazione fisico, posto intorno ai 750W, per cui, se sotto stress, per esempio una stampante ed un PC gaming collegati insieme potrebbe non reggere quanto dovrebbe. Un punto a favore però è la protezione dai sovraccarichi e cortocircuiti.

Il più performante

Eaton Ellipse

Compatto, potente, assolutamente silenzioso, pur senza ventola non scalda. Ha 8 uscite  di cui 4 sotto batteria e 4 con protezione ed è dotato di interfaccia per il comando remoto con software dedicato. Ottimo in ambiente domestico e per piccoli uffici. Potenza erogata 750W.

Il miglior compromesso

APC Back-UPS

Una buona scelta nel mezzo. Con una potenza dichiarata di 700W (reali) riesce a reggere fino a 2 stampanti 3D in stampa anche col piatto caldo per 10 minuti. Ha anche la rimodulazione dell’onda pseudo sinusoidale.


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2 Comments

  1. emma

    19 Aprile 2019 at 12:03

    Ciao io tempo fa ho preso un gruppo di continuità su spesaelettrica principalmente per alimentare pc e router in caso di emergenza, adesso per lavoro stiamo per prendere anche una piccola stampante 3d, mi chiedevo se va bene il gruppo di continuità che già ho oppure ne devo prendere no specifico. Grazie

    Reply

    • italia3dprint

      19 Aprile 2019 at 14:37

      Ciao Emma, sicuramente il gruppo che usi per il PC va bene anche per la stampante. Ovviamente l’uso del gruppo per PC e router è di mantenerli accesi per uno spegnimento controllato. La stampante avrà bisogno di un gruppo molto più capiente per stampare anche senza corrente. Se hai problemi specifici di black out e hai timore di perdere il lavoro della stampante ti consiglio quest’altro oggettino: https://www.italia3dprint.it/resumer-3d/

      Reply

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