Home Guide [GUIDA] Scegliere il migliore piano di stampa – Tutte le opzioni a confronto

[GUIDA] Scegliere il migliore piano di stampa – Tutte le opzioni a confronto

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In questa brevissima guida vorrei illustrare le superfici su cui è possibile stampare in 3D, per aiutarvi a scegliere il migliore piano di stampa “secondo voi”. Il “secondo voi” è messo appositamente, in realtà non esiste, ancora per lo meno, un metodo nettamente superiore agli altri, in tutte le situazioni e per tutti i materiali, economico e che faccia risparmiare durante la stampa.
Come vedremo in questa rassegna ogni soluzione ha pro e contro. Il tutto sta nello scegliere quella migliore per le caratteristiche che cerchiamo. Quali siano, ovviamente “it’s up to you!”. Cosa ricercate? Economicità? Versatilità? Pulizia? Bellezza? Ognuna di queste e molte altre ancora possono essere le caratteristiche. Ma bando alle ciance, cominciamo!

Il Piano di stampa originale

La vostra stampante arriva con un piano di stampa. E questo è in alluminio, a volte ricoperto da una pellicola piuttosto resistente. Visto che volevo mettere sul piatto più opzioni possibile mi è sembrato giusto citare anche questa anche se io non stravedo per questo metodo, per diversi motivi qui sotto elencati.

IL PIATTO DI STAMPA 22×22: LINK
PIATTO DI STAMPA 31×31: LINK

Pro

  • Questo piano è già presente nella stampante e non dobbiamo aggiungere nulla.
  • Si possono utilizzare sensori induttivi

Contro

  • Il piano originale, sia di alluminio, sia “ricoperto” non brilla certo per adesività, ci vedremo costretti ad integrare con altri prodotti, ad esempio la lacca (Splend’or). Fin qui tutto bene, se non fosse che non è estraibile. Per questo motivo la pulizia, con acqua, può creare pasticci e nella peggiore delle ipotesi anche piccoli guasti all’elettronica/elettrica. Per pulire il piano dalla lacca consiglio questo nostro cortissimo video!
  • In qualche caso le stampanti hanno dei piani con disegni e scritte, anche molto belli. La stampa sul piano diretto con il passare del tempo rovina il piano stesso e conferisce alla macchina un’aspetto “usato” che può essere caratteristico ma sicuramente non contribuisce a conservarne il valore.
  • Nella stampa si fa affidamento sulla rettifica del piano in alluminio. Molto spesso i piani di stampa arrivano già imbarcati o comunque si imbarcano molto facilmente.
  • Ultimo ma forse più importante punto è la distaccabilità dei pezzi. Può succedere di esagerare con i metodi di adesione, magari stiamo stampando qualcosa che warpa e non vogliamo proprio correre il rischio. Quindi una spruzzata di lacca in più, una decina di gradi sopra i consigli per le temperature, ma anche solo lo stampare un pochino più attaccati al piatto e il pezzo faticherà a staccarsi. Quindi tutti gli sforzi che faremo per distaccare la stampa si riperquoteranno sul carrello Y. Se questo non farà veri e propri danni sicuramente contribuirà a far perdere i settaggi meccanici e di scorrimento. E’ sempre meglio non applicare forze eccessive sulle parti che scorrono.

 

 

Il Blue TapeNastro Kapton

Il passo successivo al piano di stampa originale è sicuramente lo scotch. Una bella maschera da attaccare sopra l’alluminio protegge quanto basta il piano. E’ una soluzione rapida e pulita. Anche questa ovviamente non esente da difetti. Il blue tape è molto usato per la stampa 3D, ed è quasi nato per questo uso. Il Nastro Kapton è molto simile sia nella sostanza che nella installazione.
Entrambe queste soluzioni sono pellicole, sia a nastro che in fogli, che vanno incollate sul piano originale (anche su un vetro).

Grazie al loro disegno e composizione contribuiscono di molto ad aumentare l’adesione della stampa. Può succedere in casi rari che però un materiale che si ritira durante il raffreddamento vinca il braccio di ferro con la colla dello scotch e stacchi quest’ultimo dal piano. Per questo questi nastri vanno attaccati con la massima precisione e cura, prestando attenzione a non formare bolle o sovrapposizioni.

Esiste anche un’alternativa più economica, lo scotch carta. Ovviamente in questo caso bisogna essere sicuri di prendere un prodotto qualitativamente buono. Si può fare molta fatica a distaccare dal piatto scotch carta scadenti, che magari lasciano residui di colla o carta che dovranno essere puliti.

BLUE TAPE: LINK
NASTRO KAPTON: LINK

Pro

Contro

  • Mettere lo scotch sul piano non è semplice, va posato con precisione, senza creare avvallamenti, buchi e sovrapposizioni
  • Scotch scadenti al momento della rimozione lasciano residui di carta o di colla, che andranno puliti accuratamente poichè altrimenti creano fastidioni dislivelli.
  • Il blue tape non è esattamente economico, considerato anche che è un prodotto consumabile. (Prezzo BlueTapePrezzo Nastro Kapton)
  • Nella stampa si fa affidamento sulla rettifica del piano in alluminio. Molto spesso i piani di stampa arrivano già imbarcati o comunque si imbarcano molto facilmente, questi nastri non ovviano al problema.

 

Il piano in vetro

Il piano in vetro è una delle soluzioni più usate nella stampa 3D. Si fa tagliare dal vetraio/ferramenta di fiducia un pezzo di vetro di spessore 3 o 4 millimetri e dalle dimensioni richieste e si posiziona sopra il piano tramite mollettine fermacarta. Io ricordo che è sempre bene chiedere la smerigliatura dei lati, il vetro tagliato è parecchio tagliente e sicuramente rischiereste di farvi male.
Nella peggiore delle ipotesi però potete smerigliarvelo voi stessi tramite carta vetrata o anche una pietra affilacoltelli.

Questa soluzione è la mia preferita. Personalmente la utilizzo poichè posso cospargere il piano di lacca e stampare (il PLA) a piatto spento, risparmiando sulla bolletta. Dopo un bel po’ di stampe quando il vetro è molto sporco basta staccarlo e metterlo 2 minuti sotto il rubinetto e praticamente si pulirà da solo. Se anche voi come me siete lontani dall’approvvigionamento idrico vi consiglio questo articolo, dove si vede come pulire facilmente un vetro senza rubinetto e senza sforzo.

PIANO IN VETRO 22×22: LINK
PIANO IN VETRO 31×31: LINK

Pro

  • Molto economico, i costi variano da zona a zona e da negozio a negozio ma difficilmente si passano i 10 euro.
  • Possibilità di pulirlo dalla lacca/colla con facilità grazie alla rimozione semplice
  • E’ molto difficile (se non proprio impossibile) trovare un vetro storto che crei dislivelli evidenti del piano

Contro

  • Tutto dipende dalla stampante in uso, ma vetri spessi e pesanti, in relazione alla stampante in uso (soprattutto se con il piatto movibile in x o y) possono creare fenomeni di vibrazione e ghosting.
  • Non è compatibile con i sensori induttivi, solamente con i sensori touch

Il piano in Pirex (Vetro Borosilicato)

Stesso identico discorso del vetro, anche perchè il pirex è un vetro. Solo resiste molto di più alle alte temperature. Questo tipo di piano è consigliato solamente se si ha in progetto di stampare solo materiali che necessitano del piatto al più di 100°. Quindi ABS, ASA, Nylon ecc. Il normale vetro, anche ad alte temperature (11o°+) non subisce alterazioni ed è perfettamente utilizzabile. Solo può subire, con il tempo, piccoli danni. Qualche sbeccata nulla di più. Considerando che la differenza di prezzo tra vetro e Pirex si sta assottigliando quest’ultimo può essere una scelta azzeccata.  Questo piano, come il vetro può essere fissato sopra quello esistente tramite delle semplici mollette.

PIANO IN VETRO 22×22: LINK
PIANO IN VETRO 31×31: LINK

Pro

  • Molto resistente alle alte temperature. Potremmo portare il piatto a 150° senza danneggiarlo minimamente, anche al doppio.
  • Possibilità di pulirlo dalla lacca/colla con facilità grazie alla rimozione semplice
  • E’ molto difficile (se non proprio impossibile) trovare un vetro storto che crei dislivelli evidenti del piano
  • Un vetro in pirex 20×20, non è economico come il normale vetro ma i prezzi sono scesi molto ultimamente!

Contro

  •  Possono creare fenomeni di vibrazione e ghosting esattamente nella stessa misura dei normali vetri.
  • Non è compatibile con i sensori induttivi, solamente con i sensori touch

Piano in metallo (Acciaio Inox)

Non è il più popolare dei piani di stampa utilizzabili. Io ho usato questo piano per un periodo su una stampante con il sensore induttivo, in cui non volevo rimuoverlo ed usare il vetro.
Il piano in inox, se estratto da un foglio di ottima qualità e rettificato è perfettamente piano. Può essere satinato tramite il passaggio di carta abrasiva di grana grossa per aumentare l’aderenza della plastica, e spruzzato di lacca a piacere. Ovviamente si potrà estrarre pulire con facilità sotto l’acqua, poichè può essere fissato al piano con alcune mollette metalliche.

La particolare durezza di questo materiale fa si che basti uno spessore minimo per mantenere l’indeformabilità, un millimetro basta. Anche le sonde induttive riconosceranno questo materiale da distante e senza errori. Più facilmente dell’alluminio, quindi andrà regolato l’offset a dovere. Unico neo di questa soluzione è il peso. Infatti non è molto indicato per stampanti con il piatto che si muove in X e Y. I movimenti del piatto possono portare a Ghosting e vibrazioni dati da questa massa che va avanti e indietro. Al contrario è consigliato per corexy, Hbot e altre di questa categoria con il piatto che si muove in Z. Il peso in questo caso non sarà un problema e potrete giovare quasi solo dei pro.

Una lastra delle dimensioni necessarie in acciaio inox non è facilmente reperibile, solo conoscendo un buon fabbro riusciremo ad arrivarne in possesso. Alternativamente possiamo usare una lastra di alluminio un po’ più spesso, più leggero anche se può imbarcarsi più facilmente.

Pro

  • Molto economico, bisogna solo recarsi da un fabbro, difficilmente pagherete più di 10€.
  • Satinabile con carta abrasiva e se non basta anche spruzzabile di lacca per la massima adesione.
  • In caso di difficoltà a staccare i pezzi possiamo passare alle maniere forti senza remore.
  • Lo si mette sopra il piatto e fissa con le mollette, questo lo rende facile da rimuovere e pulire
  • Ottima compatibilità con sonde induttive

Contro

  • Anche se molto sottile il peso di questo materiale può compromettere le stampe, provocando problemi di ghosting e vibrazioni.
  • Se solo tagliato e senza smussare gli angoli può essere pericoloso da maneggiare, al pari del vetro.
  • Bisogna trovare un fabbro che tratti questo materiale e sia disponibile a tagliarne un pezzo per noi

 

Ultrabase (Anycubic)

L’Ultrabase brevettato da Anycubic  mira a eliminare i problemi di aderenza proponendo una superficie microporosa, che una volta riscaldata ancora saldamente qualsiasi tipo di plastica.  Ovviamente ogni materiale ha un differente range di temperature di esercizio. Si va dai 50°/70° per PLA e PETG fino a 100°/120° per ABS,Nylon,ASA e altri filamenti plastici.
L’Ultrabase oltretutto permette una facile rimozione della stampa dal piatto solo aspettando che questo si raffreddi. Anche i filamenti morbidi e flessibili come il TPU aderiscono e si rilasciano uniformemente. Anche la pulizia ha un suo perchè, straccetto con un poco di alcol e torna come nuovo. Questo piano in metallo può essere fissato sopra quello esistente tramite delle semplici mollette. Veramente un’ottima soluzione questo ultrabase.

ULTRABASE 22×22: LINK
ULTRABASE 31×31: LINK

Pro

  • Ottima adesione poichè l’Ultrabase è ricoperto da rivestimento microporoso.
  • Facile rimuovere i modelli a mano solamente aspettando che il piano si raffreddi.
  • Avendo una base in vetro possiede un’ottima planarità
  • Facile da pulire: Ultrabase è facile da pulire con alcool / acqua.
  • Molta compatibilità, infatti esiste in 2 versioni, 22X22 e 31×31 cm, per adattarsi alle dimensioni standard della maggior parte delle stampanti in commercio come Prusa e Cloni e CR10 e cloni. (Controllate di avere scelto la dimensione giusta prima dell’acquisto!)

Contro

  • Non ha un costo proibitivo ma non è nemmeno economico come le altre basi trattate fino a qui. I miglior prezzo a cui si può trovare è €.
  • La scarsa economicità è anche relativa all’uso, questo perchè anche per il PLA dobbiamo scaldare l’Ultrabase da 50° a 70°.
  • Non è compatibile con i sensori induttivi, poichè è composto da vetro. Se vogliamo utilizzare un sensore possiamo utilizzarne uno touch

 

PRO TIP: Se non volete attendere lungamente per aspettare il distacco naturale dell’oggetto al calare della temperatura potete aiutare il raffreddamento. Vi basterà munirvi di aria compressa spry e dare 3 o 4 spruzzate intorno all’oggetto e fare si che si distacchi subito!

Piano PEI

Recentemente il PEI è diventato molto popolare, questo perchè offre vari vantaggi. Un primo vantaggio è che è una superficie a cui le plastiche si attaccano saldamente. E questo unito ad una superficie molto durevole. Se posizioniamo una lastra sottile di PEI su un piatto di stampa questo durerà diverso tempo, a patto che venga gestito in modo appropriato. La superficie PEI è piuttosto rigida, il che lo rende molto più facile da applicare a una lastra di stampa rispetto al nastro Kapton o Bluetape. Non è insolito vedere bolle, sovrapposizioni o altre escrescenze quando si tratta di nastro carta sul piatto di stampa. E queste imperfezioni sicuramente non aiutano ad avere un buon primo layer.

Fortunatamente grazie alla sua rigidità possiamo dimenticarci questo genere di problemi con il PEI. Il foglio PEI, può essere fissato con graffette o adesivo e quindi incollato sulla la superficie di stampa.
Questo materiale in realtà è una plastica, anche stampabile ad alte temperature. Nonostante questo non subisce danni da parte dell’estrusore caldo.

FOGLIO PEI 22×22: LINK
FOGLIO PEI 31×31: LINK

Pro

Contro

  • Con alcuni materiali, stampando molto vicino al piano il distacco può essere molto difficile.
  • Nonostante sia durevole e resistente alcuni usi scorretti possono danneggiarlo e quindi doverlo sostituire
  • Anche se è alla portata di tutte le tasche si consiglia di trattarlo con cura, poichè non è regalato.

BuildTak

BuildTak è un piano rivoluzionario, qualcuno ha osato definirla, la “superficie di stampa 3D ideale” 0 il migliore piano di stampa. E’ un sottile foglio di plastica resistente che aderisce al piano di stampa  e offre una superficie di stampa ottimale per gli oggetti 3D. La versione completa della proposta BuildTak prevede anche un foglio rigido su cui incollare questa patina plastica. Incollare il BuildTak su una superficie rigida ma pieghevole, può autarci a distaccare le stampe, semplicemente piegando il piano ed aspettare un distacco “naturale”. Questo aiuta moltissimo soprattutto nei casi di piatti non facilmente removibili. Si fissa con alcune mollette e via.  

In BuildTak hanno anche inventato una spatola molto particolare, creata per rimuovere le stampe, la potete vedere qui.

Versione BUILDTAK 20×20: LINK
BUILDTAK 25×25: LINK
BUILDTAK 30×30: LINK

Pro

Contro

  • La versione più economica è la 20×20 cm è effettivamente 20×20 mentre i piatti standard sono 22×22. Questo si risolve con una non totale copertura del piatto. Anche se non ha influenza per quanto riguarda la stampa esteticamente non è il massimo. Forse la soluzione migliore è acquistare la versione 25×25 cm e tagliarne un pezzo. Questo se non si vuole spendere di più per la versione 22×22.
  • La versione completa, formata da più strati ha un costo importante.
  • Il foglio Buildtack può subire danni per la difficoltà a staccare la stampa e comunque dura più di 10 stampe solo a chi ha “le manine della festa” (se sei dotato di una grazia e gentilezza degna di un piccolo Lord). Questo numero di usi può raddoppiare se si stampa solo PLA a piatto freddo.
  • Essendo una plastica, può venire facilmente fusa se l’ugello preme contro la superficie o striscia su di esso per una cattiva calibrazione.

 

PRO TIP: Prima di utilizzare il BuildTak ricordatevi di leggere le istruzioni. Può sembrare molto semplice ma alcuni passaggi sono fondamentali. Il più importante per esempio è quello di raddoppiare la luce tra nozzle e piatto, a  costo di buttare via un foglio appena installato. Quindi una volta installato dovrete ri- livellare il bed e impostare un’offset maggiore. Se non sapete come fare potete seguire la nostra guida in merito!

Piano di stampa Zortrax

La Zortrax ha piani di stampa tutti particolari, che assicurano i massimo dell’aderenza. Questo piano in metallo può essere fissato sopra quello esistente tramite delle semplici mollette. La particolarità dei piani di stampa zortrax è quella di essere forati. Si avete letto bene, sono composti da una lastra di metallo completamente forata sa buchini dell’ordine di grandezza inferiore al millimetro.

Questa irregolarità di appoggio garantisce che la plastica fusa e depositata non si muova ma dall’altro lato della medaglia non si può stampare direttamente su questo piatto se vogliamo che la base della nostra stampa sia liscia. Per questo motivo dovremo costituire sempre un raft. Il raft, come già visto in questo articolo, è una “zattera” che costituisce i primi strati di stampa. L’oggetto desiderato verrà stampato al di sopra. Se è vero che il raft aiuta l’adesione è altrettanto vero che andare a distaccare l’oggetto dalla zattera può essere difficoltoso e può creare cicatrici sulle stampe, almeno fino a che non si troveranno le impostazioni perfette.

ZORTRAX PIASTRA 20×20 : LINK

Pro

Contro

  • Questo piano ha un prezzo consistente, non per tutte le tasche.
  • Per stampare occorre utilizzare il raft, e questo oltre a incrementare il materiale necessario può anche lasciare segni di distacco dal raft sull’oggetto stampato.

 

Qui ho voluto illustrarvi solo i più conosciuti e performanti piani di stampa. Parlando con vari maker a riguardo sono venuto a conoscenza che ognuno ha fatto esperimenti e ha provato a stampare veramente su qualsiasi cosa! Si passa dalle tavole di legno, a piani con incollato il tessuto jeans, i taglieri fatti a tovagliette dell’Ikea,  vari tipi di acrilico.

PRO TIP: Le varie superfici di acrilico sono colorate e possono dare un bell’effetto a chi deve effettuare fotografie o video della stampante al lavoro!

Sostanzialmente qualsiasi superficie piatta e sottile! Il piano di stampa perfetto per tutti i materiali e tutte le situazioni non esiste, per cui…continuiamo a sperimentare e stampare su qualsiasi materiale!

Se invece avete già trovato il materiale perfetto, magari anche solo per qualche particolare situazione fatecelo sapere nei commenti!
Secondo voi qual’è il migliore piano di stampa?


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2 Comments

  1. max

    17 Marzo 2019 at 11:28

    alla fine il miglior supporto è il vetro + lacca nelly o equivalenti.
    Il vetro costa pochissimo e la lacca un paio di euro al flacone.

    Le lacche o spay adesivi par stammpanti 3d sono in realtà prodotti dalle stesse ditte che rpoducono lacche per capelli, a cui cambiano il flacone e tolgono o cambiano il profumo.

    Reply

    • italia3dprint

      17 Marzo 2019 at 18:12

      E’ anche la mia soluzione preferita, come scritto nell’articolo, economica e performante! Grazie della condivisione

      Reply

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